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64. Gabriele D'Annunzio e Luisa Baccara. Carteggio tra Luisa Baccara e Gabriele D'Annunzio. Vasto insieme comprendente: 65 lettere e biglietti autografi di Luisa Baccara a Gabriele D'Annunzio; 35 lettere autografe per telegrammi di D'Annunzio alla Baccara (la numero 35 indirizzata ad una non meglio precisata Madame); 11 lettere a matita - non inviate - autografe firmate, di D'Annunzio alla Baccara; 3 pagine autografe fitte di correzioni dal Notturno; 28 biglietti e buste autografe di D'Annunzio e della Baccara; 2 testamenti autografi di D'Annunzio, datati 24 dicembre 1920, e 3 documenti originali correlati; 2 lettere autografe firmate di Gabriellino a Luisa Baccara (datate 1929 e 1932); 7 telegrammi di Luisa Baccara a D'Annunzio; 37 lettere autografe di Malipiero, 6 della moglie Anna, 2 telegrammi e 1 cartolina alla Baccara; 30 varie lettere autografe e fotografie con dedica di musicisti alla Baccara. est. €30000 - €35000 Straordinario insieme di documenti originali provenienti dall'archivio privato di Luisa Baccara (Venezia 1891-1985), l'ultima compagna di D'Annunzio, musicista di talento che aveva deciso di lasciare le scene, per esibirsi ai tasti, in esclusiva, per il suo amato. Una donna affascinante, appassionata, che lo aveva seguito fin dall' impresa di Fiume, dopo l'amore tempestoso del vate con Eleonora Duse, e lo accompagnò sino alla morte vivendo con lui al Vittoriale. Fu un rapporto forte, per molti aspetti sorprendente: molto spesso fu la Baccara a fare da tramite tra il poeta e le sue numerose amanti. Ma soprattutto con lei D'Annunzio rinunciava ai toni enfaticamente lirici che riservava normalmente alle sue amicizie femminili, per aderire ad un tono più dimesso e familiare, ben presente nella missive qui raccolte. 17 II 1920: Buongiorno! Sono rimasto con la delusione di stanotte, e con la maschera misteriosa. Il tuo corpo nudo sotto la seta mi bruciava più che mai. E la carezza terribile mi estenuò ma non mi placò. Attendo la notte prossima, che sarà lunga e breve. Cerco i profumi per la pelle "conciata dal demonio". Ariel. Sono stato molto male per abuso di granite e mi son rotta la testa uscendo dall'officina. Stop. Oggi sto quasi bene. Stop. Lavoro perché debbo consegnare un libro il giorno 21. Stop. Avverti Guido che il libro è appunto per Casa Treves. (...) Ho avuto una crisi grave del malanno e soffrendo ho dovuto cercare ordinare illustrare le reliquie che i Milanesi chedevano con insistenza invitta. Stop. Ieri nove lavorai fino all'ora della partenza per Vienna. Stop. Debbo ancora mandare altri quaranta cimelii illustrandoli. Stop. Così l'eroe è castigato (...) Ricevo la tua lettera e mi meraviglio di questa inquietudine senza ragione. Stop. I miei grandi accessi di tristezza ti sono ben noti e anche questo passerà. Stop. Spedisco oggi una lettera per spiegarti quel che dentro di me accade. Stop Non bisogna né inquietarsi né temere per me. Stop Saluto la madre dei Gracchi. Stop. Nel Vittoriale nulla di nuovo (...). Nelle lettere non inviate, scritte a matita, il tono si fa ancor più sincero e profondo, e recupera memorie del passato ancora vive: Cara Smikra [il consueto pseudonimo di Luisa, ndr], non so dire perché il mio primo romanzo "Il Piacere" tanto imperfetto mi tenga da ieri nel suo fascino giovanile. Ho letto ora il capitolo terzo del libro secondo, con un turbamento profondo. E, in ogni pagina, trovo un segno di me, un ricordo di me, vivo. Io fui Andrea Sperelli, compiutamente. E, nel fondo, nei gusti, nella mutevolezza, nella grazia, nella malinconia, non sono mutato. Me ne addoloro e me ne vergogno, me ne compiaccio e me ne rammarico. A ogni modo, ho l'anima lacera e convulsa; e penso a quel che è diventata Roma, in paragone alla mia Roma vista dalla Trinità de' Monti. E' il primo libro d'un giovine scellerato, ma riconosco che è pieno zeppo d'ingegno. Ora ti chiedo un novo servizio (...) [firmata Ariel, 16 X 31]. Divertente la lettera in veneziano, datate Le Ceneri 1930: Cara la mea Smiccra, me son trovado davante a uno piatto de varie carni - carne bruna de anatra, pastiche de pollo, dorada de vitello, Soro e gero multo melanconico. Legendo la tu letera consiultiva gli ho riduto de cor... A lei denuncia i suoi continui malori: Mia, cara Luisetta, debbo dunque descriverti tutte le mie sofferenze, a una a una, perché tu sii persuasa che sono malato? In queste ultime ventiquattro ore ho sofferto senza tregua, incapace di occuparmi d'altro che del mio patire (...). Di notevole interesse il lacerto di 3 pagine contenente parte del Notturno, fitto di correzioni anche sostanziali che rivelano una versione precedente la stampa sconosciuta. Dal versante della Luisa Baccara, le oltre 60 lettere vergate in gran parte su carta intestata dal motto "Piegandomi lego" disegnano una parabola sentimentale vissuta con intensità e passione, all'ombra del Vate ma con la forza di una personalità e di un carattere mai dimesso. Il lotto è arricchito dai due testamenti autografi di D'Annunzio alla Baccara, da due lettere di Gabriellino a Luisa, dai vari telegrammi e soprattutto dalle 37 lettere di Malipiero a Luisa, da cui si evince la profonda intensità di rapporti, sembrerebbe non solo professionali, tra l'illustre pianista e il celebre compositore. A corredo, trenta documenti che circoscrivono l'entourage della coppia, composto da influenti personaggi dell'epoca. Un insieme davvero unico, tutto da studiare. Sold for €43400 Sale ROMA-26, 16th June 2009
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